Le quattro abilità linguistiche
Reading
Writing
Listening
Speaking
rappresentano la struttura portante di ogni lingua e sono altrettante dimensioni attraverso le quali conoscere e praticare la lingua.
Speaking comes last, arriva per ultima; ovvero nell’apprendimento di una lingua straniera l’abilità di parlarla viene dopo la pratica della lettura (in silenzio o ad alta voce con un insegnante che non disdegni di correggerci, nella giusta misura) della scrittura (esercizi di grammatica e di vocabulary, brevi componimenti) dell’ascolto graduale e guidato da un libro di testo.
Il processo ideale è che ci si dedichi allo speaking forti delle tre altre abilità. In un certo senso nello speaking si ‘restituisce’ o si attiva quanto appreso nelle altre dimensioni. Ecco perché lo speaking è una productive skill.
Può essere utilmente curata in modo graduale anche a livello scolastico con le speaking activities (roleplay o pairwork, groupwork, etc . . .) presentate dai libri di testo. Ma la realizzazione autentica, l’obiettivo finale da raggiungere è la conversation o comunque la pratica sul posto, dal vivo, con dei native speakers. Quello è il banco di prova (farsi capire e capire a nostra volta) dove – a differenza degli esercizi di pratica scolastica – non c’è più tempo di riflettere e controllare (men che meno tradurre!!) cosa si sta per dire.
A questo scopo è di grande aiuto imparare e tener pronte da sfoderare alcune espressioni semplici, rapide e ricorrenti in svariate situazioni concrete.
Come ad esempio quelle radunate nell’ottimo post di Real English qui sopra riportato
‘I don’t know’ collocations.
